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da La difficile luce (2)

da LA DIFFICILE LUCE, 2005

INFANZIA

Eravamo nell’età illusa
Eugenio Montale

la tenerezza dei giorni verdi
sparpagliati
nell’oro del sole appesi
alla luna

il papà dalle spalle
larghe come la volta
del cielo

quel sentirsi dèi – quasi
alati senza peso – e
non sapere la vita

Innocenza nostalgia del paradiso

ADOLESCENZA ASPRI SAPORI

adolescenza aspri sapori
occhi belli fieno nei capelli
alle spalle della notte
fuggire nello schiaffo del vento

NEL PERDURARE LA LUCE

le ore arroventate: erano
estati lunghe a morire

le corse pazze le ginocchia
sbucciate nel perdurare la luce:

ancora un mordere
la sanguigna polpa del giorno – ricordi? –

IL NULLA LUCENTE

in ka* nulla è casuale
credi morire non è farsi
pietra e silenzio: è grido
liberato pietà che vede -
ruotare
su cardini rovescio
del guanto – essere
sogno? luogo-non-luogo ubiquità
e s p a n s i o n e : lacerante
biancore il nulla lucente **

* ka: il “doppio” incorporeo dell’io
** P.P.Pasolini, da Poesia in forma di rosa

GRAVIDE DI LAMPI

la luna piegata sui miei fogli
compone queste lettere
gravide di lampi
tagliate nella luce
assetate
nel supplizio dell’inchiostro
vibranti
su pentagrammi di sogni

SEI LUCE SEI FUOCO

presente a te
chiamami Amore
la bocca colma di luce
sei fuoco
antimondo
chiamami a un silenzio di giardini
grumo vortice d’astri

presente a te
fuoco-luce chiamami
da un mondo di vetro
Amore fai ciak

POESIA ONIRICA

il sogno sfoglia
spirali di memoria
al lume di luna
disegna
il sonno delle rose

LA LUCE GRIDA

la luce grida aprendosi
uno spazio nel cuore

UN VERSO SALVAVITA

un verso salvavita ti bagna di luce
nell’orfanezza del Sogno

FIGURA

indiafanata da un vento di luce
sei immagine di sogno che svapora
in un cielo di cobalto

POESIA

scavare nascere nel bianco – parola
intagliata nel cielo del sogno – è
come estrarre sangue dalle pietre

(ecco forbici di luce
sfrondarti):

la pagina è tuo lenzuolo
mentre in amplessi
cerebrali muori-rinasci

(da un luogo puro giunge questo sole
sulla pagina)

ZEN

(non
studiare il taglio
di luce come l’artista)

non scegliere:

lascia
che sia fa il vuoto
fino
a essere e non essere

SONO DEL CIELO

sono del cielo
fuori dal suo azzurro

circumnavigo
psiche

abito la morte di me stesso
insieme a tanta vita

CADUCITA’

il tempo è uscito dal calendario
in un balenìo
di stagioni e amori svolando
obliquo
nel sole con ali d’icaro

A META’ DEL SUO CORSO LA NOTTE

a metà del suo corso la notte
inghiotte l’ultima luce – rende
suoi ostaggi i corpi

su un mondo immateriale – più nostro -
il sogno apre il sipario

SOGNO DI ME

io non io esisto
di qua di là dello specchio (una
distanza mi separa: come
fossi da un’altra parte): vivo mi
agito dentro un sogno
lucido: Sogno di
me – creatura di sabbia

VOLI A SOLCARE L’INDACO

(voli a solcare l’indaco
staccandosi dal tramonto)

ti sveni come questa luce -
dai muri diroccati
dalle feritoie a spiarti
gli anni spogliati nel cuore:
l’infanzia che rimonta
dentro te come un sole (il sangue
sparpagliato nella luce):
l’esplodere dei sogni che aprivano
i mattini – l’innocenza
negli occhi di pianto
di quel fanciullo col suo aquilone -
sparito nel profondo azzurro…

MOMENTO

1.
una folla di stelle:
la stanza si riempie di cielo
come quando
in un punto
dell’eterno palpitò la mia essenza

2.
biancore irreale – carne-e-
cielo l’Io nell’oceanosogno
è guardarsi cadere
nell’imbuto fuori del tempo

fino all’attimo
prenatale alla luce del sangue

VISIONE: M’INONDO’ IL SOGNO
(leggendo Jung – Storia del simbolo)

(luce che cresce il grido
della mandragora
l’albero capovolto)

…fuggii negli specchi
sprofondai nei cieli anteriori
cavalcando eoni-spaziotempo

vidi nella memoria cosmica
il centro di me
dove ardeva il mio sangue
in simbiosi col palpitare degli astri

coi segreti del vento la musica
delle sfere

il mio sangue confuso col cielo
della memoria

…precipitato nella vita

Felice Serino

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da FUOCO DIPINTO (2)

 

   Da: -FUOCO DIPINTO, 2002-
                  LA SERA BLU HA OCCHI DI TIGRE
                  (a Hemingway)

                  aureolato di fumo

                  ma dove va la vita
                  morte tenuta in vita che fluisce
                  con te o senza di te

                  per compagnia una bottiglia e una donna che
                  almeno per stanotte
                  ti allentino il suo morso
                  ti richiudano questo strappo infinito

                  (domani chiuderai la partita)

                  Hem
                  per gli amici

                  occhi in liquido cielo
                  capovolto

 

                  LA VITA NELLE MANI DEL VENTO

                  palpebre d’aria
                  chiuse sulla disfatta del giorno
                  (depistate tracce
                  rotte smarrite
                  a insanguinare il vento:
                  ruotare del tempo
                  nella sua vuota occhiaia)
                  anse d’ombre
                  annegano il grido
                  dell’anima giocata a testa e croce

 

                  COME SOSPESI

                  è perdersi nelle stanze arimaniche
                  progettando vite in copia carbone
                  questo disconoscerti poesia
                  autenticità spolpata da virtuale e stress

                  è come stare sospesi nello sporgersi
                  da delirante vetta interiore l’aprirsi
                  di crepaccio la sua bocca ad urlo

 

                  PAROLA

                  erlebnis del phonema –
                  conchiglia
                  d’aria – sul mare della memoria

                  una stella di sangue è il sole della pagina

                  parola – tua preda o forse
                  tu preda della parola

                  amore zenitale

                  le nozze del fuoco

 

                  SOGNO
                  a Dino Campana

                  si librava lo spirito nello
                  splendore di quel sorgere:
                  si chinava
                  il Sole a baciare la
                  sua storia: a
                  rischiararla tutta – in un istante

                  l’anima del
                  poema mai concepito
                  s’imbeveva di alfabeti
                  ineffabili –
                  galleggiava in quella luce
                  bianca

 

                  IQBAL
                  in memoria di Iqbal Masih, tessitore di tappeti,
                  portavoce dei diritti dei bambini lavoratori, ucciso a 12
                  anni, il 16 aprile 1995

                  come un bosco devastato
                  intristirono la tua infanzia
                  di pochi sogni

                  tra trame di tappeti e catene
                  ancora grida il tuo sangue nei piccoli
                  fratelli – il tuo sangue che lavò la terra

                  quel mattino che nascesti in cielo – dimmi –
                  chi fu a cogliere il tuo dolore adulto
                  per appenderlo ad una stella?

 
                  A DAVIDE
                  morto a 17 anni il 16.4.1995, domenica di Pasqua

                  ti videro rimbalzare come un fantoccio
                  contro il parabrise

                  eri la loro preda
                  di turno: sul collo il fiato
                  di quella banda di cani armati di mazze

                  (arancia meccanica
                  una domenica pomeriggio
                  quando le ore si dilatano e
                  la città è una giungla)

                  sui tuoi sogni si era chiusa la Notte

                  ti ho rivisto all’obitorio: sentivo
                  il tuo corpo astrale aleggiare
                  su quei resti e palpitare un intero
                  universo nei tuoi occhi di vento: Davide
                  non più diviso tra terra
                  e cielo: in te racchiuso il Segreto

                  [Nota – Davide e il piccolo Iqbal sono affratellati dallo
                  stesso destino:
                  una tragica morte avvenuta lo stesso giorno, mese e anno,
                  domenica di Pasqua.]

 

                  NELL’INDICIBILE

                  tu dici è scandalo la morte ma può
                  esserlo la bellezza perduta del fiore o
                  della farfalla che vive la luce di un giorno?

                  dietro il velo dell’esteriore il fiore
                  il verde la foglia – parte del cosmico
                  sé di cui è specchio il di qua – vivono ab aeterno
                  l’indicibile essenza di fiore/verde/foglia

 

                  A RISALIRE VORTICI

                  a specchio di cielo
                  cuore
                  a risalire vortici
                  di vita dispersa
                  (d’ore ubriache)

                  vorresti tuffarti
                  nell’azzurro fonderti
                  con la luce

 

                  ESSERE

                  1.
                  bava di ragno a tessere
                  unità del tempo
                  (gusci d’entità
                  masticati da morte
                  my body is my suit)

                  1.a
                  letto di procuste
                  (visitarsi in sogno)
                  dell’anima

                  2.
                  essere
                  come momento
                  il qui-e-ora
                  il Sé irripetibile il Sé universale
                  my spirit is soaring

                  3.
                  perdersi in chiarità di cielo
                  farsi libro aperto

                  3.a
                  (dove albeggiano azzurrità di strade alte)

 

                  DA QUESTO MURO

                  da questo muro
                  trasudo le morti di tanti
                  sono l’urlo di ginsberg
                  il grido di munch di guernica
                  queste parole sono pallottole
                  dirette al cuore
                  voce di chi non ha voce verità di Cristo
                  di certo m’imbavaglieranno

                  non sopportano di guardarmi negli occhi

 
                  ANCHE PER VOI

                  salgo sulla croce anche per voi disse con gli occhi
                  rivolto a quelli che lo inchioderanno
                  anche per voi che ancora nei secoli
                  mi schiaffeggiate sputate
                  negando la vita buttandola tra i rifiuti
                  aizzando popolo contro popolo
                  sotto tutte le latitudini
                  salgo sulla croce anche per voi
                  che mi sprecate nelle icone
                  per voi nuovi erodi/eredi della svastica
                  che insanguinate la luce delle stelle
                  oscurando la Notte della mia nascita
                  anche per voi potenti della terra
                  razza di serpenti
                  che non sopportate di sentirmi nominare
                  dal mio costato squarciato fiumi di sangue
                  tracciano il cammino della storia
                  la mia Passione è un solo grande urlo muto
                  di milioni di bocche imploranti
                  dinanzi al vostro immenso Spreco
                  con cui avete eretto babeli
                  di lussuria come cultura di morte

 

                  LA FORZA DELLA PAROLA
                  a Dalton, Heraud, Urondo

                  – tre poeti assassinati – mi diceva
                  (occhi persi nel vuoto
                  a inseguire chissà quale visione) – tre
                  in posti diversi – (ne rammentava solo
                  vagamente i nomi e i luoghi)
                  – vedi: – puntualizzava – il potere è nemico della luce:
                  non sopportando la forza
                  della parola
                  si mimetizza viscida serpe
                  tra sterpi e inietta il suo veleno -

 

                  LA FORZA OSCURA

                  l’alba è schiusa palpebra
                  dell’Orologiaio del cosmo –
                  col mio emisfero destro
                  vivo la meraviglia la poesia della vita
                  credo nell’amore contagioso –
                  ma mi riconosco in chi non sa guardare
                  a lungo la Bellezza
                  negli occhi senza assassinarla
                  “perché ogni uomo uccide ciò che ama”

                  e allora cos’è questa forza
                  oscura che mi strappa
                  gli angeli dai sogni? chi
                  viene a violentare il fragile azzurro?

 

                  UN DIO CIBERNETICO?

                  vita asettica: grado
                  zero del divino Onniforme
                  (ma la notte del sangue
                  conserva memoria di volo)
                  vita sovrapposta alla sfera
                  celeste regno d’immagini
                  epifaniche / emozioni
                  elettroniche
                  eclissi dell’occhio-pensiero

 

                  A DANILO DOLCI

                  risalire all’immagine infranta
                  dove è voce del sangue
                  la ferita aperta del cielo – limare
                  le parti non combacianti
                  con la figura del divino: è questo
                  che fai intendere e
                  la chiami città
                  terrestre la tua voglia
                  di rivoluzione: tu innamorato
                  dell’uomo nuovo – del suo
                  costruirsi incessante –

 

                  AION

                  1.
                  chi ti ha fatto sapere ch’eri nudo?
                  l’entrare della morte nel morso
                  della mela
                  (si erano creduti il Sole
                  scordando di essere riflessi)

                  1.a
                  il serpente mi diede dell’albero e…
                  eva la porta
                  di sangue
                  per dove passa la storia

                  2.
                  nell’incrocio dei legni
                  la conciliazione degli
                  opposti (lo scheletro del mondo)

                  2.a
                  è il Figlio che pende
                  dai chiodi
                  la risposta a giobbe

                  3.
                  ancora l’assordare dei martelli ancora
                  un giuda che fa il cappio abbraccia un albero di morte
                  – sulle labbra il fuoco del bacio

 

                  LA VIDA ES SUENO

                  con calderon* dici la vida
                  es sueno mentre ti dibatti
                  in un non-tempo onirico:
                  sorveglia ogni gesto
                  un testimone interiore / custode
                  del sogno – e se nel saperti
                  forma vuota volessi
                  uscire dalla vita
                  non c’è
                  grido o sussulto che tenga

                  * Calderon de La Barca

 

                    Felice Serino

da LACERE TRASPARENZE – 2009

da: LACERE  TRASPARENZE

 
A Flavio e Teresio, in memoria

La poesia allena l’ “analfabeta”
ancora vergine di conoscenza
a “disincagliarsi dalla vita”
e a viaggiare dentro il mistero
(che è la somma delle verità).

Raffaele Crovi


E tu a dirmi

lanciarmi anima-e-corpo
contro fastelli di luce
specchiarmi
nella sua follia

e tu a dirmi: Lui
-l’irrivelato-
nasconde il suo azzurro – è
lamento amoroso

***

L’ angelo

noi lacere trasparenze
-sostanza di luce e di sangue-
a superare d’un passo la morte

solleva l’angelo un lembo di cielo
svela l’altra faccia del giorno

***

Il lato oscuro

e se fossi stato
dell’altro sesso in una
vita precedente
e ne avessi perso
memoria?

(ipotesi remota dici – di certo
campata in aria) –
tendendo a tralasciare       
junghiane profondità
scoprire come in un test
il lato oscuro del Sé
totale la parte
inconfessata (semplicemente
naturale) – la tua percentuale -

***

Per metafore

a mimare un amore
anteriore a noi si vola
nel vortice della luce

“partire è la vita”

 (farfalla
 di fumo)

foglio bianco schizzato grido

***

Dove piove musica

[a David Maria Turoldo]

ai confini del cuore
zona rischio lebbra

dov’è l’io
luogo-non-luogo dove
piove musica

rendimi bianco
come neve delle vette

Signore

***
A ritroso
(hikikomori)

un vivere a ritroso
le spalle all’oriente     
        dove
cresce la luce
vuoto delle braccia
vite
       separate

tra l’ombra e l’anima
hikikomori: in Giappone sono oltre un milione.
E’ il fenomeno di ragazzi che vivono di “rapporti” virtuali
chiusi nella loro stanza fuori dal mondo.

 
***
Di qua del velo

1.
onirica visione dell’eden
dove profuma  Signore
di abele il tuo giorno

2.
un cielo bianco di silenzi
di qua del velo vascello
fantasma

***

L’indicibile parte di cielo

indicibile la parte di cielo
ch’è in te e ignori – dice steiner
l’uomo in sé cela un altro
uomo: testimone che ti osserva e
sperimenti ogni ora:

basta che solo
un verso o poche note ti richiamino
a una strana forza interiore:
              e cessi
di sentirti mortale
***

Riesserci

in noi con noi come un
riesserci

spessore davamo alle
emozioni

cercavamo lo stupore
e lo stupore era Dio *
* da un’epigrafe
***
Barabba

-e gli esecrabili
delitti e la vita
tradita?
e il sangue innocente?

-non ricordo: in verità ti dico
l’Albero di sangue
virgulto di mio Figlio
il Giusto
si è ingemmato

ed espande nei secoli
le sue radici
in un abbraccio totale

***

Riempire i vuoti

riempire i tuoi vuoti di cielo
e un angelo che ti corre nelle vene
come sangue e il bianco grido
del vento che sfiora
i contorni del cuore a smussarne
gli angoli vivi il dono
di una parola (cara
e rara non di circostanza)
corredata dalla luce di un
sorriso ad hoc

***

Aung San Suu Kyi

non violentate la primavera
del suo giovane sangue
non pugnalate la colomba
del suo cuore aperto
alla compassione

non schernite la disarmante
verità che proclama
aizzandole contro
i mastini della notte

dal suo sangue si leva alto
il grido d’innocenza
a confondere intrighi di potenti

***

Di Altrove
[La gente non è cattiva: ha solo paura di essere buona.
Eduardo nel film Campane a martello.]

di Altrove
è lettura capovolta il mondo

chi ti dà
occhi buoni per il cielo
se non sai vedere

così la cieca
sopraffazione
la gioia cattiva del sangue

***

Casa di vetro

carne fatta velo d’aria
dalla consistenza del sogno
ectoplasma o luce-
ombra che si ricrea
questa e non altro la fragile
casa del corpo di vetro

***

 

Cuore trasparente

1.
non la doppiezza non l’apparire:
chi sei veramente è più forte di te

2.
fra cristalli dell’inverno è schiusa la rosa:
l’amore sai impollina la morte
***

Quel senso di…

aspettando sempre qualcosa
qualcuno – affacciato
sull’Indicibile –
in attesa giungano da un dove
riconoscibili
un nome una voce -
           quel senso
di sperimento quando la vita
è una coperta troppo corta

-dove sono “io”?-

          quel senso di…
aspettandomi -
aspettando di nascere
***

Libro

mastica piano la morte
il libro del corpo – orecchio
del cuore – : fatuo
risillabare palpiti di soli
fino all’ultimo
rigo-respiro
-congelato di bianca luce

***

Effeta

di Dio il dito
la saliva il fiato

ri-fiorisce vita
in cuore
disabitato
***

Nascosto starò nella rosa

finché non avrà inghiottito
il tempo osceno il suo grido
nascosto starò nella rosa
azzurra della poesia
perché non intacchino
i veleni del mondo
la bellezza del cuore

Felice Serino

Cenere – Beppe Costa

http://www.youtube.com/watch?v=3_QNJlPDlxc

da IN UNA GOCCIA DI LUCE

 

            
                 Da: -IN UNA GOCCIA DI LUCE, 2008-
           

                  IMMERSI NELL’ASSOLUTO

                  come in una bolla d’aria o goccia
                  di luce

                  si ha vita
                  nel fiato del Sogno infinito
                  SPIOVE LUCE

                  spiove luce
                  di stelle gonfie di vento
                  col tuo peso
                  greve di limiti
                  ti pare quasi vita sognata
                  il vissuto già divenuto memoria

                  siamo frecce
                  scagliate nel futuro
                  o il tempo che ci è dato è maya
                  e si è immersi in un eterno presente?
                  AVVOLTI NELLA LUCE
                  [ispirato dalle parole in apertura,
                  che mi hanno tormentato per giorni]

                  se nascere nella morte
                  è questa vita
                  breve sarà il vagare
                  nella tenebra della conoscenza
                  per noi apprendisti dell’Indicibile
                  avvolti
                  nella luce della Parola
                  legati da una promessa di sangue
                  a Chi ci tende nei secoli
                  le braccia aperte in forma di croce
                  SIC TRANSIT…

                  confidare
                  nelle cose che passano
                  è appendere la vita
                  a un chiodo che non regge

                  è diminuirsi la vera ricchezza -
                  arrivare all’essenza -
                  lo scheletro la trasparenza
                  DISTACCO

                  giungere dove ogni linea s’annulla

                  un brivido bianco… e sei altro

                  fiume che perde nel mare il suo nome *

                  * da un verso di Billy Collins
                  IN UNA GOCCIA DI LUCE

                  s’arresterà questo giro del mio sangue
                  lo sguardo trasparente riflesso
                  in un’acqua di luna
                  sarò pietra atomo stella
                  mi volgerò indietro sorridendo
                  delle ansie che scavano la polpa dei giorni
                  delle gioie a mimare maree
                  nullificate di fronte all’Immenso
                  allora non sarò più
                  quell’Io vestito di materia
                  navigherò il periplo dei mondi
                  corpo solo d’amore
                  in una goccia di luce
                  LIBRO SACRO

                  leggerne una pagina al giorno

                  perché la fede non sia acqua
                  Colui che te la dona
                  fallo uscire dal libro sacro
                  le righe nere diventino il tuo sangue
                  fa’ che sia pane
                  non polvere nel vento la Parola
                  SCAVANDO NEL PROFONDO
                  a Giuseppe Soffiantini

                  rimuovere i macigni
                  di odio e vendetta
                  che tengono in ostaggio per la vita:
                  il perdono
                  un atto creativo un rifiorire
                  dentro: questo
                  lèggere si deve
                  nel tuo animo regale
                  tu che umanizzasti il tuo carnefice

                  tu che sai il dolore
                  della luce – sentinella dell’aurora

 

                  NEL SEGRETO DEL CUORE

                  tenere in serbo scomparti
                  colore del vento che oblìa
                  memorie: rossi
                  come il sangue della passione
                  verdi come le prime primavere
                  azzurri come il manto di madonne

                  custodirvi gocce di poesia
                  cavalli di nuvole ed arco
                  baleni -
                  le coordinate dei sogni – e
                  l’insaziato stupirsi della vita
                  da respirare su mari aperti

                  – che tenga lontano la morte
                  L’ESISTERE SPECCHIATO

                  con lo stillicidio
                  del tempo a subire
                  questa piaga dalle nove porte *

                  ma a te presente un altro
                  te – il Sé celeste – l’esistere
                  specchiato: vita che si guarda
                  vivere -
                  un mondo in un altro

                  *il corpo secondo la Bhagavadgita
                  BARLUME

                  qui non altro
                  che un barlume di vero
                  dove cielo decaduto
                  è il cuore in tumulto
                  che spera anela a una riva
                  di pace

                  per acquietarsi

 

                  RI-CREARE LA BELLEZZA
                  A Lolek (Karol Wojtyla)

                  la pietra scartata è la prima
                  della Bellezza – che trasuda
                  il sangue della luce

                  – posata sulla stoltezza
                  del mondo
                  PENTECOSTE

                  aleggiare dello Spirito sulla
                  creazione

                  l’Avvento: respiro
                  dell’Altissimo
                  (virgola-di-fuoco) in
                  fragilissimo cuore
                  – un angolo
                  di cielo

                   Felice Serino

POESIA DI FERRUCCIO BRUGNARO

http://www.youtube.com/watch?v=GXfTxc1miYI

da DENTRO UNA SOSPENSIONE

                 
   Da: DENTRO UNA SOSPENSIONE, 2006
                
                  SE QUESTO MONDO

                  se questo mondo ti ha forse
                  deluso è perché ho lasciato
                  che ti perdessi e dal tuo
                  vuoto mi tendessi le mani

                  su me che sono Altro
                  roveto che arde e non consuma
                  scommetti pure la tua vita

                  non vergognarti di me che sono il giorno

                  ho offerto il mio Essere
                  carne e dio
                  al supplizio del legno
                  mia rivincita d’amore

                  sono il mattino che ti coglie
                  cuore di madre

 
                  LETTERA (frammento)

                  non angustiarti se non sai pregare
                  se preghi con la testa tra le nuvole

                  lo fai e bene se spandi
                  su foglio metafisica luce

                  e il soffitto ti si fa cielo

 

 

                  E’ IN TE NELL’ARIA

                  è in te nell’aria
                  sottile la senti la mancanza
                  di vita piena
                  come applaudire con una mano sola

                  ma è regale regalo
                  questo rapido frullo
                  d’ali
                  atto d’amore
                  non affidarlo nelle mani del vento

                  sii àncora
                  gettata nel cielo

 

                  E’ VELO CHE CADRA’

                  1.
                  è velo che cadrà
                  la carne

                  2.
                  rendere fruttuosa la morte
                  perdendo la vita

                  (rovescio
                  dell’io tra nome e senza nome)

                  3.
                  ma è l’amore che mi sceglie

                  (nudo
                  alla luce)

                  4.
                  ho sognato d’essere trasparente

 

                  VISIONE

                  imbevuto del sangue della passione un cielo
                  di angeli folgora l’attesa vertiginosa
                  nella cattedrale del Sole dove ruotano
                  i mondi
                  è palpito bianco la colomba sacrificale

 

 

                  QUEL SORRISO
                  a R.

                  oltre lei forse fra le stelle
                  dura quel sorriso che nell’aria
                  ti appare ora sospeso come fumo

                  lucido incanto il tuo
                  sperdutamente altrove –
                  l’ha disperso il vento

 

 

                  VERTIGINE DEL VUOTO
                  [leggendo E. M.Cioran]

                  sognandosi al di sopra dei precipizi

                  le vene cariche di notti
                  carpire qualche vertigine all’Abisso

 

 

                  ELEGIA DELL’ULTIMO GIORNO

                  ormai è passata come tutte
                  le cose dell’aldiqua prendila come
                  un sogno anche se sogno non è
                  questo nell’ultimo giorno avrò da dirti
                  fratello a me nella carne e nello spirito
                  marchiato a fuoco
                  ma tutto questo doveva accadere ti dico
                  perché “si compissero le scritture”
                  ora m’incolpi del mio silenzio e
                  Tu dov’eri mi chiedi quando a migliaia
                  venivano spinti sotto le docce a gas
                  Io ero ognuno di quei poveracci in verità
                  ti dico Io sono la Vittima l’agnello la preda
                  del carnefice quando fa scempio
                  di un bambino innocente
                  Io sono quel bambino ricorda
                  “quando avete fatto queste cose ad uno
                  di questi piccoli l’avete fatto a me”

                  anch’io in sorte ho avuto una croce la Croce
                  la più abietta la benedetta
                  anch’io ho urlato a un cielo muto e distante
                  Padre perché

                  perché solo mi lasci in quest’ora di cenere e pianto

 

                  DAL DI FUORI

                  1.
                  precipitati da un primo
                  mondo di luce indivisa –
                  essere qui e insieme
                  altrove

                  dal di fuori il pulsare
                  dell’universo
                  impregnato di dolore e di canto

                  2.
                  questo dolore questo
                  canto: ne siamo
                  l’essenza

                  siamo volti che galleggiano
                  sulla superficie di un sogno

 
                  RISVEGLIO

                  tra le pieghe della storia
                  c’è satana
                  che strappa
                  le più belle pagine di poesia

                  un giorno i morti
                  risvegliati
                  da pioggia d’uccelli
                  le ricomporranno
                  in musica celeste

 
                  SOSPENSIONE

                  un camminare nella morte dicevi
                  come su vetri non conti le ferite
                  aspettare di nascere uscire
                  da una vita-a-rovescio

                  riconoscersi enigma dicevi
                  di un Eterno nel suo pensarsi

 
                  SCONNESSIONE

                  pensavi guadagnare la chiarezza?
                  la vita imita sempre più il sogno
                  nelle sconnessioni avanti con gli anni

                  ti coniughi ad un presente che s’infrange
                  dove l’orizzonte incontra il cielo:
                  e ti sorprendi a chiederti chi sei
                  oggi da specchi rifranto
                  e moltiplicato
                  mentre il tempo a te ti sottrae

                  Felice Serino

Pablo Neruda – Se tu mi dimentichi

http://www.youtube.com/watch?v=dyP9sut7clM

da IL SENTIRE CELESTE

                  Da: IL SENTIRE CELESTE, 2006

 

                  ARCHETIPI O LETTERE CELESTI

                  sulla pura pergamena
                  della sostanza primordiale
                  tutti i pensieri lo Spirito scrive
                  con l’inchiostro luminoso
                  della divina emanazione: nel Libro
                  dei libri sotto forma di archetipi
                  o lettere celesti si trova tutto
                  quel che fu è e sarà

 

                  POESIA COSMICA

                  io-non-io:
                  lasciare che mi superi
                  la luce

                  sentirmi espandere
                  nell’amore
                  infinito sparso per il cielo

 

                  ROL

                  nel giro
                  di una luna ti sognerò levarti
                  da orizzonti
                  di fuoco su cavalli
                  d’aria
                  dipingere arcobaleni
                  coi colori dell’amore

 

                  MIO SANGUE ALATO

                  tu come un’esplosione
                  all’aprirsi del fiore –

                  vita: mio sangue alato

                  lascia che m’incenerisca
                  per rinascere adamantino
                  nell’aria come fenice
                  lascia che della luce
                  della tua saliva
                  fino al cuore mi bagni

                  ah sentirmi avvolgere
                  nel risucchio del vuoto
                  tuo affamato…

 

                  SPRAZZI DI PACE

                  spiove dal cielo una luce
                  di stelle gonfie di vento – quasi
                  provenisse dall’oltre

                  nel cuore un aprirsi
                  di sprazzi di pace: vedermi
                  in tutto con il mio sognare –

                  il vissuto la vita
                  sognata

 

                  L’OMBRA

                  negativo di me mio vuoto
                  in proiezione mi copia con inediti
                  profili tagliati nella luce – se dal
                  di fuori la spiassi mi direi sono
                  io quello?

                  pulviscolare ha i contorni
                  del sogno e i suoi fòsfeni
                  si spezzetta se riflessa inafferrabile
                  fantoccio mi diventa
                  pure mio vuoto mia metà

                  che estinta con l’ultima sua luce
                  rientrerà nel corpo-contenitore
                  unificata con la terra – senza un grido
                  tutt’uno con la morte –
                  senza perché – solo ombra

 

                  IL PECULIO DI LUCE
                  (a Simone Weil)

                  1.
                  (occhi come laghi
                  abbracciano da eco
                  a eco fremiti di vita)

                  ha mani che sfondano muri
                  di solitudine – amore

                  2.
                  germoglia grido di luce
                  da nuovo dolore

 

                  SIESTA
                  [entrando in un sogno lucido con la visione dilatata
                  di gatta che si stiracchia]

                  le fauci spalanca la natura animale in enorme sbadiglio
                  della tigre di blake a ricordare la geometria felina
                  dinanzi agli avanzi della sua preda sanguinolenta
                  nella solitudine lucente tinta dalla cenere rossa del tramonto
                  pancia all’aria nella conca del sole occhi socchiusi impastati
                  dell’ultima luce in un tempo sospeso un silenzio
                  che disegna l’atavica forma aperta del grido

 

                  NEI MIEI SOGNI

                  nei miei sogni ricorrenti il mare
                  ne attraverso lunghi tratti io che appena
                  sto a galla – altre volte mi trovo
                  in viaggio (nave/treno) o mi vedo nella
                  casa giù al paese a tavola
                  coi parenti che mi ricolmano fino
                  agli occhi e mi accorgo che sono in ritardo per
                  il lavoro ora nemmeno più ricordo dove
                  ho parcheggiato scendo di corsa salgo
                  scalinate eccoli i miei morti i parenti
                  sorridermi mai che mi dessero
                  numeri

                  (ora non sogno più a colori
                  vividi né di librarmi come
                  falena contro il soffitto)

 

                  CREATURA

                  mi godo la luce
                  come farfalla
                  sul palmo della tua mano

                  Signore non posso
                  che offrirti il mio niente –

                  fragile creatura
                  ti devo una morte

 

                  PARVENZA D’AMORE

                  pietre ancora calde di sole
                  con la luce che vuole morire al giorno
                  una virgola di amore ti è rimasta negli occhi
                  come sangue rappreso (nelle vene del tempo
                  è sospensione questo palpitare che si fonde
                  col silenzio del cuore)

                  come un olio è passata la luce sopra il dolore –
                  pseudoincarnazione di un sogno –

 

                  HA MEMORIA IL MARE

                  1.
                  la forma del vento disegnano
                  rami contorti
                  voli
                  di gabbiani ubriachi di luce
                  a pelo d’acqua decifrano tra
                  auree increspature le vene del mare

                  2.
                  interroghi sortilegi nella
                  vastità di te solo
                  ti aspetti giungano da un dove
                  messaggi in bottiglia un nome un grido
                  ha memoria il mare
                  scatole nere sepolte nel cuore
                  dove la storia
                  ha un sangue e una voce

 
                  SPAESANO LE ORE DEL CUORE

                  i primi turbamenti i morsi
                  dell’amore – luce
                  d’infanzia come sogno scolora
                  dove l’orizzonte taglia il cielo

                  spaesano le ore del cuore
                  nel giorno alto

                  

                   Felice Serino

armonia cosmica